La sindrome del “burn-out” e lo Shiatsu

GianfrFerraroProject
Shiatsu, il contatto come forma di comunicazione
22 marzo 2017
Francesca Morini Project
Shiatsu, musica, equilibrio e sinergia per il benessere
13 aprile 2017
RobertaFreddaraProject
Si chiama sindrome del burnout una forma particolare di stress lavorativo tipica delle “professioni d’aiuto”, che fa sentire chi ne è colpito logorato, esaurito, senza via di uscita.

È una reazione allo stress lavorativo tipica delle professioni nelle quali si utilizzano oltre a competenze tecniche, anche abilità sociali e energie psichiche per soddisfare i bisogni degli utenti, clienti o pazienti.

Essa riguarda medici e infermieri, insegnanti, poliziotti, operatori di ospedali psichiatrici, operatori per l’infanzia, assistenti sociali, counselor, psicologi, psicanalisti. Professionisti altamente motivati ad aiutare gli altri, persone altruiste che in mancanza di risposte di gratitudine o di apprezzamento da parte dell’utenza, si trovano ad affrontare la frustrazione naturale che da queste professioni deriva.

Secondo Edward Creegan (Mayo Clinic), si tratta addirittura di uno dei mali del secolo. Se ne parla dal 1974, mentre la sua specifica identificazione come malattia professionale risale al 1975 per opera di Christina Maslach. (Fai il test di Maslach per misurare il tuo livello di burnout)

I sintomi somatici vanno dall’esaurimento fisico ai frequenti mal di testa e disturbi gastrointestinali, insonnia, respiro corto, insieme a fenomeni psicosomatici che vanno dall’ulcera al mal di schiena, tachicardia e nausea.

Il sonno spesso disturbato da pensieri negativi e incubi.

I sintomi psicologici tipici sono sentimenti come il senso di colpa e di fallimento, aggressività, risentimento, pessimismo, apatia, rigidità di pensiero, irrequietezza,  paranoia e in genere una seria alterazione del tono dell’umore.

In questi casi i sistemi di aiuto producono benessere solo se sanno prevenire il malessere o il burnout degli operatori .

Un metodo efficace è portare la consapevolezza al proprio corpo e usarlo nel modo che più piace: ballare, camminare, fare jogging, andare in piscina, passeggiare nella natura.

Uno dei progetti dei volontari VIS FISieo, quello di Roberta Freddara, mira a portare supporto a queste categorie attraverso lo Shiatsu.

In particolare il progetto porta sostegno con lo Shiatsu al personale del Centro Papa Giovanni XXIII di Ancona, che nelle sue due Comunità Socio Educative e Riabilitative “Il Samaritano” e “Don Paolucci”, si preoccupa della gestione h24 di giovani adulti con disabilità.

Lo Shiatsu che interviene sul sistema energetico del ricevente, può essere in grado di migliorarne il benessere psicofisico dei care givers di persone con disabilità. 

Da Gennaio 2017 a Giugno 2017, gli operatori VIS FISieo Rita Paiero, Roberta Freddara, Francesco Breccia, Fiorella Canonici, Sabrina Suardi propongono a tutti gli operatori del Centro Papa Giovanni XXIII di Ancona  un ciclo di 5 trattamenti Shiatsu, somministrati con modalità progressiva.

Il risultato verrà valutato attraverso la auto-somministrazione di uno specifico questionario (The Psychological General Well-Being Index (PGWBI) Dupuy H.J., 1984, modificato) e di uno specifico questionario di “customer satisfaction”.

Questi progetti sono realizzati da Operatori Shiatsu Professionisti FISieo con un grande cuore, e possono essere sostenuti anche grazie alle donazioni del 5×1000

Sostenere queste attività è facile, basta ricordarsi di indicare sulla tua dichiarazione dei redditi il codice fiscale 97757180589.

Fai sentire che ci sei, aderisci come volontario, dona il tuo 5/1000, invita altri a farlo.

Seguici anche su FB     facebook.com/VISFISieo

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *